Massimo Gazzani dello Studio Gazzani e GOP definiscono la transazione nella procedura di concordato preventivo CTV Cooperativa Tabacchi Verona

FCV srl, la società di Salizzole (VR), titolare di un’azienda di produzione e trasformazione di tabacco, assieme ai Suoi Soci, agricoltori e produttori,  è stata assistita dallo Studio Gazzani (Dott. Massimo Gazzani) di Verona/Milano e GOP (Avv. Luca Jeantet e Avv. Cesare Vento) di Milano/Roma  per la definizione di una transazione nella procedura di concordato preventivo della società CTV Cooperativa Tabacchi Verona, assistita dallo Studio Lambertini (Avv. Lamberto Lambertini) di Verona. Il credito in discussione, che durante la scorsa estate aveva coinvolto la Regione Veneto, Confagricoltura Verona e Veneto, l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, e il Prefetto di Verona dott. Donato Giovanni Cafagna, coinvolgeva una ventina di aziende di tabacchicoltori del Basso Veronese, in difficoltà dopo il mancato rimborso della Cooperativa tabacchi di Verona (Ctv), posta in liquidazione.   Gli organi della procedura – grazie alla definita transazione – si sono dimostrati sensibili alle istanze – e il riconoscimento del credito, di quasi 10 milioni di euro, ha risolto la preoccupazione per la situazione di centinaia di persone che, nei prossimi mesi, rischiavano di trovarsi senza una fonte di reddito e senza un lavoro.

Questa procedura di concordato preventivo della Cooperativa Tabacchi Verona è abbastanza unica in Italia, dal momento che garantisce il pagamento di oltre il 70% dei debiti, grazie esclusivamente all’impegno di un gruppo di agricoltori tabacchicoltori Veronesi, dedicati a voler proseguire l’attività dell’impianto di trasformazione di Salizzole.

In pochi mesi è stato trovato l’accordo transattivo, scongiurando scenari peggiori, e sbloccando una situazione che stava mettendo a rischio direttamente 80 posti di lavoro e indirettamente tutto l’indotto dei tabacchicoltori del Basso Veronese (400 operai). Il mercato del tabacco rimane sempre difficile e articolato, ma questo accordo permette ai produttori di guardare con un po’ di ottimismo la campagna 2020 per proseguire l’attività.

In Veneto la coltura del tabacco è stimata, secondo i dati forniti dalle Organizzazioni dei produttori (Op), in circa 4.300 ettari, di cui l’80 per cento concentrati nella provincia di Verona (3.500 ettari), che nel 2018 ha segnato un incremento del 5,6 per cento delle superfici coltivate. Dopo Verona, seguono Vicenza con 430 ettari e Padova con 230 ettari. La varietà Bright è la più diffusa e copre il 96,7 per cento delle superfici investite. Con questa transazione si è scongiurato il rischio di perdere il tabacco nella nostra provincia di Verona, coltivato grazie ad aziende agricole che – per tradizione e per passione – su questa coltura hanno raggiunto un livello di specializzazione e strutture fra le migliori nel nostro Paese. Una produzione giudicata a livello internazionale fra le migliori, sia per la qualità del tabacco, sia  per la lavorazione svolta nella fabbrica di Salizzole, uno dei più moderni ed efficienti opifici d’Italia di questo genere.

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