Attività di tassista – Indicazione mensile dello stesso guadagno – Indizio di evasione (Cass. 17.7.2018 n. 18906)
Secondo la Cass. 17.7.2018 n. 18906, è legittimo l’accertamento presuntivo fondato sulla dichiarazione, da parte del Contribuente, di attività  taxista, della medesima somma di incassi ogni mese.  Tale elemento è sintomo, se inserito in un quadro più ampio, di una condotta di evasione e antieconomica. Nel caso di specie, è stata ritenuta priva di pregio la ricostruzione alternativa del contribuente con la quale era stato sostenuto l’uso promiscuo dell’automezzo e la circostanza che il contribuente avesse fatto un viaggio-vacanza in taxi, giustificativo del chilometraggio risultato non coerente con i dati dichiarati ai fini fiscali.

Ma la tipologia di guadagni mensili “fotocopia” – secondo il Fisco – è un elemento di attività di alterazione dei ricavi, perchè questa condotta non è un’attività economica veritiera.

Attenzione alle fatture e attività di collaborazione/professionali/imprenditoriali di pari importo, che possono evidenziare questa “tipicità”:  anche perchè il “tassista” non è sinonimo di “pagatore di tasse”.

Grazie dell’attenzione

Cordialmente

Massimo Gazzani

 

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