IL MERCATO DEL VINO NEL 2017. DATI E INFORMAZIONI PRE-VINITALY 2018.

I dati dell’export 2017 ci consegnano un anno positivo ma non eccezionale.

Nonostante la crescente ondata protezionistica dei mercati e le grandi difficoltà di gestione dei fondi OCM promozione, si segnala comunque un altro anno di crescita delle esportazioni, anche nei volumi: è stata superata la soglia dei 6 miliardi di euro: minori crescite rispetto alla Francia, perchè il nostro vino rimane fragile davanti alle turbolenze commerciali provocate dalla ‘geopolitica’, perché siamo ancorati ai due mercati storici del nostro export, Usa e UK. Con 2,2 miliardi di euro registrati nel 2017, questi due Paesi costituiscono infatti il 40% del valore del nostro export di vini fermi e spumanti, contro quote del 31% per la Francia e del 26% per la Spagna o del 20% per la Germania e quindi siamo in assoluto il Paese più esposto nel caso di ritorsioni sull’agroalimentare e di scenario Brexit.

Questi sono i dati anticipati dall’Unione Italiana Vini, delle indagini ISTAT (di sotto allegate) e ISMEA.

In termini di quantità, lo scorso anno sono stati esportati 21,4 milioni di ettolitri di vini e mosti, con un aumento del 4% sullo stesso periodo dell’anno precedente, consolidando un trend in atto già dalla fine del 2016. Il valore ha sfiorato i 6 miliardi di euro con un incremento più che proporzionale (+6,4%) rispetto ai volumi, a dimostrazione che anche il valore medio dei prodotti italiani consegnati oltre frontiera si è mosso su terreno positivo. Le performance migliori si sono avute fuori dai confini comunitari: nei Paesi terzi (che nel 2017 rappresentano il 34% delle esportazioni in quantità e il 49% dei relativi introiti), è stato infatti  registrato un + 8% rispetto al 2016 con introiti in crescita del 9%, mentre all’interno della Ue si è registrato +1% a volume e +4% in valore. Nel complesso, la progressione nel 2017 c’è stata, ma nonostante questo gli operatori non si dicono pienamente soddisfatti, auspicando una maggior accelerazione delle esportazioni e soprattutto un aumento della quota di mercato su alcuni mercati target.

Importante ora è intercettare i nuovi trend di consumo, le nuove tendenze e consumi, soprattutto nei mercati emergenti “di vino”, che non sempre coincidono con i PIL, ma soprattutto coinvolgere la filiera e le culture delle zone di produzione, che rappresentano dinamiche rafforzative e di successo perchè “Vinum profeta in Patria est

Grazie dell’attenzione
Cordialmente
Massimo Gazzani
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