Una sfida anche a livello economico per quanto riguarda il bilancio: l’analisi sui conti di Manchester City e Inter verso la finale di Champions League a Istanbul di oggi. La coppa con le grandi orecchie è ad un passo: Manchester City e Inter si sfideranno allo stadio Ataturk di Istanbul per poter alzare la Champions League. I citizens di Pep Guardiola vanno a caccia del primo storico trionfo europeo, mentre i nerazzurri di Simone Inzaghi cercano una impresa per arrivare a conquistare il trofeo per la quarta volta nella storia. Una impresa partendo dalle differenze a livello economico tra le due società, che si riflettono anche poi sul valore delle rose in campo.

Studio Gazzani ha voluto analizzare i conti dei due club, in un confronto realizzato utilizzando i dati del Football Strategy tool di PwC, lo strumento che la nota società di consulenza ha realizzato per aiutare il management delle società calcistiche a prendere decisioni strategiche misurando le performance finanziarie, sportive e di coinvolgimento dei tifosi. Se consideriamo i ricavi, la crescita della Premier League a livello economico, aggiunta anche alla crescita del City in generale, ha portato il club inglese a sfiorare la soglia degli 800 milioni di euro di fatturato, fermandosi a 790 milioni nell’ultimo bilancio chiuso al 30 giugno 2022. In particolare, a spingere verso l’alto i ricavi sono le entrate commerciali (che da sole valgono il 45% del fatturato) e quelli da diritti tv, pari a poco meno di 300 milioni nella stagione 2021/22.

Molto di sotto i numeri dell’Inter: perché i nerazzurri nell’ultimo bilancio hanno registrato la metà circa dei ricavi da diritti tv (147 milioni contro 289) e ricavi sei volte inferiori per quanto riguarda l’aspetto commerciale (54 milioni contro 359). A livello aggregato, per l’Inter nel bilancio al 30 giugno 2022 i ricavi sono stati pari a 439 milioni spinti in particolare da circa 107 milioni di entrate da player trading.

La disparità nel fatturato, tuttavia, non è apparsa allo stesso modo marcata sul fronte delle spese del personale: nel dettaglio, infatti, nel corso della stagione 2021/22 il club inglese ha avuto costi per il personale pari a 409 milioni di euro, valore stabile rispetto alle annate precedenti: un valore che rappresenta un impatto pari al 58% dei ricavi, in perfetta linea anche con quelle che sono le indicazioni del nuovo FPF. Per l’Inter, invece, i costi del personale hanno avuto una impennata nelle ultime stagioni, passando da un impatto pari al 52% sul fatturato netto nel 2018/19 fino a raggiungere il 74,6% nel 2021/22, in cui sono state registrate spese per 248 milioni.

Anche i risultati netti a bilancio sono molto significativi, perché l’Inter nelle ultime cinque stagioni è passata infatti dal -17 milioni del 2017/18 fino a raggiungere un rosso di 245,6 milioni nel 2020/21, calato poi a 140 milioni grazie in particolare all’impatto delle plusvalenze di cui sopra, con una perdita aggregata pari a 554 milioni di euro. Il Manchester City, invece, ha registrato un forte rosso solo nel 2019/20 (-146 milioni), chiudendo in utile gli altri quattro esercizi in esame. Una differenza sostanziale anche a livello di EBITDA, pari a 862 milioni a livello aggregato per gli inglesi e 363 milioni per i nerazzurri.

A livello invece di stato patrimoniale, al 30 giugno 2022 l’Inter registrava un impatto addirittura maggiore dalle immobilizzazioni immateriali (547 milioni rispetto ai 513 milioni del Manchester City), seppur con valori ben differenti per quanto riguarda i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, pari a 225 milioni per i nerazzurri e invece appunto 513 milioni per il City.

Dati economici di bilancio che si riflettono, come dicevamo, anche sui valori in campo. Basti pensare infatti che il valore della rosa oggi del Manchester City è stimato a 931 milioni di euro, quasi il doppio rispetto ai 494 milioni dell’Inter, con un valore pari a 907 milioni, inoltre, per i citizens escludendo i calciatori a scadenza di contratto nel 2023 rispetto ai 369 dei nerazzurri.

D’altronde, a spingere questi valori sono stati anche le ultime sessioni di mercato: negli ultimi cinque anni, infatti, il Manchester City ha fatto segnare un -486 milioni nel rapporto tra acquisti e cessioni, rispetto al solo -70 dell’Inter. E in particolare nel 2021/22 il Manchester City ha speso di fatto 45 milioni nel bilancio tra entrate e uscite, rispetto al guadagno di 162 milioni per i nerazzurri. Una differenza che c’è anche in panchina, considerando poi i 22,4 milioni di stipendio di Pep Guardiola contro i 5,5 milioni per Simone Inzaghi.

Studio Gazzani analizza i bilanci, ma guarda e partecipa alla partita, tifando per il calcio italiano.

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