Questa è la Champion League della fiscalità. Chi vince il pallone d’oro, vince anche il fisco d’oro
Studio Gazzani STP #football #tax

Dalla Juventus, è arrivata l’ufficialità: i diritti sportivi di Cristiano Ronaldo, il grande colpo di mercato dell’estate 2018, sono stati ceduti al Manchester United. Per il fuoriclasse portoghese si tratta di un ritorno in Premier League e al club che lo aveva lanciato nel calcio internazionale (dopo dodici anni), dove il fisco inglese lo premia, mentre la Juventus mette di fatto un punto ad una operazione che (forse) avrebbe avuto senso solo senza la pandemia e con una Champions League in bacheca, il sogno-ossessione che armò la mano di Agnelli per il colpo CR7. Ma se sulla bontà dell’acquisto del fenomeno di Madeira, tanto dal punto di vista sportivo quanto da quello economico, sono ormai in pochi a concordare, anche la cessione rischia di trasformarsi in un boomerang per la Vecchia signora, nonostante i 57 milioni di euro di stipendio che le casse bianconere risparmieranno solo nella stagione 2021/2022. Borsa, bilancio, social: ecco dove già si avverte la fuga del portoghese. E un vantaggio fiscale ancora per CR7.

La prima spia ad accendersi dopo l’ufficializzazione della cessione di Ronaldo è stata quella relativa al titolo in Borsa, che soffre indubbiamente anche un inizio di campionato davvero poco esaltante (un pareggio ad Udine ed una sconfitta casalinga con l’Empoli). Le azioni targate JUVE, nella prima seduta post-Ronaldo, scambiano in ribasso a 0,76 euro, segnando un -2,5% rispetto alla chiusura della scorsa settimana. La seconda spia è quella del fisco, perchè anche il pallone è fiscocentrico e Ronaldo un fenomeno del fisco.

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