Alitalia e Confindustria: nessun commento. Vent’anni di sbagli. Ruolo dei Contribuenti (pagatori). Come è possibile non notare durante l’assise di Confindustria di ieri nessun commento e menzione di Alitalia.

I numeri sono molti, moltissimi, altissimi (da volare) : l’anno scorso dagli aeroporti italiani sono transitati 165 milioni di passeggeri, il 4,6 per cento in più rispetto al 2015. Il mercato mondiale del trasporto aereo è in piena crescita. La Boeing e l’Airbus prevedono che nei prossimi venti anni il numero di viaggiatori aumenterà del 4,5 per cento all’anno, e il mercato chiederà 33mila nuovi aeroplani, 560mila nuovi piloti e 540mila tecnici. Con questi numeri, c’è da chiedersi come sia possibile che la compagnia aerea di un grande paese industrializzato, e tra le primissime (sicuramente e certamente) mete turistiche e di affari del mondo, sia fallita più volte. E sia stata aiutata più volte.

La risposta che deve dare il Governo e l’imprenditoria è che ci sono stati vent’anni di scelte sbagliate, fatte da Ministri, Azionisti, Sindacati, Stakeholders.

Ma questi errori sono stati pagati sempre e solo dagli stessi : dai Contribuenti, che hanno destinato 7 miliari di Euro (una finanziaria) al business del traffico aereo di Alitalia.

Questo è possibile per la compagnia aerea Alitalia (di bandiera del nostro Paese fino a qualche tempo fa, e non più nel futuro), mista fra pubblico e privato, mista fra Stato e Azionisti, che in settore seppur florido e in crescita si trova ad affrontare l’ennesima ristrutturazione.

Ma è possibile che tutto questo (una finanziaria) e una aliquota di imposta sia passato inosservato all’assise di ieri a Confindustria e al Governo ?

Grazie dell’attenzione

Cordialmente

Massimo Gazzani

 

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