Parte la corsa al tax planning di fine 2016.
Sono diverse le opportunità a disposizione delle imprese per ottenere una riduzione del carico fiscale, da cogliere entro la fine dell’esercizio. Dalle assegnazioni agevolate al superammortamento del 140%, dall’Ace con rendimento potenziato al 4,75% fino alle opzioni per il patent box. Da non dimenticare, per chi ha crediti inesigibili, gli atti per dar corso alla cancellazione dal bilancio ottenendo in tal modo la relativa deduzione fiscale.
Assegnazioni e atti successivi. La prima chance riguarda la fuoriuscita, dalle società di persone o di capitali, dei beni immobili non strumentali: assegnazione, cessione o trasformazione in società semplice. La legge di stabilità 2016 fissa come data ultima il prossimo 30 settembre, ma non è da escludere, ed anzi è fortemente auspicabile, un rinvio, quanto meno “tecnico”, almeno di un paio di mesi per ultimare le complesse operazioni (si veda il Sole 24 Ore dell’8 settembre). In vista della scadenza, i contribuenti, oltre ai costi dell’assegnazione o della trasformazione (imposta sostitutiva e tassazione dei soci), devono considerare anche le vicende successive: società di comodo ed eventuali vendite. Quanto al primo aspetto, va tenuto presente che per effetto dell’uscita dei beni, una società di comodo potrebbe ridiventare operativa, laddove, con i beni residui, riesca a superare il test oppure qualora, pur non superandolo, riesca a disapplicare (anche senza interpello) la norma (cosa che invece non si riusciva a fare con i beni assegnati). Questo fatto potrebbe consentire, a novembre, una riduzione dell’acconto 2016 se lo stesso era stato calcolato sul reddito minimo dell’anno precedente. In merito alle successive vendite, va invece ricordato che, per le assegnazioni, il quinquennio di rilevanza delle plusvalenze in capo al socio si calcola dalla data dell’assegnazione, mentre per le trasformazioni in società semplici si guarda alla data di acquisto da parte della società trasformata, con la possibilità, se questa è anteriore di oltre 5 anni, di cedere immediatamente qualche immobile senza tassazione.
Superammortamento e Ace. C’è tempo invece sino al 31 dicembre (anche in questo caso salvo future riaperture di termini) per avvalersi del superammortamento del 140% sugli investimenti in beni strumentali da parte di imprese e professionisti. Entro fine anno, in particolare, si dovrà ottenere la consegna o spedizione dei beni o l’ultimazione della costruzione per i cespiti realizzati in appalto. L’entrata in funzione nell’esercizio 2016 non è un requisito necessario, ma semplicemente opportuno per far partire da subito la deduzione del 40%, tenendo conto che lo sconto fiscale sulla quota di quest’anno vale il 27,5%, mentre dal prossimo esercizio il risparmio annuale scenderà al 24% (nuova aliquota Ires). Del bonus, non si potrà però tenere conto nel calcolo degli acconti. Anche per l’Ace, il 2016 è un anno di grandi sconti: il coefficiente per calcolare la deduzione raggiunge infatti il 4,75%, con un risparmio effettivo pari all’1,31% (Ires del 27,5%) dell’incremento di patrimonio realizzato dal 2011.
Patent box con coda. Sempre entro il 31 dicembre le società che utilizzano beni immateriali possono, se non l’hanno ancora fatto, optare per il regime del patent box, inviando una comunicazione telematica e la correlata istanza di ruling (utilizzo diretti). La legge vigente – pur se in contrasto con le prescrizioni Ocse / Beps – estende il regime ai marchi commerciali (e al know how); chi è dotato di tali intangibili e vuole avviare il regime potrebbe dunque (in base alla norma) inviare ancora opzione e ruling, valutando poi come il legislatore interverrà (si auspica non norma non retroattiva) per allineare le nostre regole a quelle internazionali.
Entro fine anno è infine opportuno, come di consueto, effettuare una adeguata analisi della recuperabilità dei crediti, adottando gli atti e le formalità che consentiranno poi la deduzione fiscale delle perdite su importi non recuperabili. In particolare, occorre tenere presente gli strumenti che comportano, in base ai principi contabili (Oic 15) la cancellazione del credito dal bilancio, come ad esempio la cessione – con trasferimento di tutti i rischi – o la rinuncia al credito.

 

Lo Studio Gazzani è sempre a Vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti
Cordialmente
Massimo Gazzani

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