L’inatteso risultato del referendum che ha spinto la Gran Bretagna fuori dall’Europa rappresenta un terremoto di proporzioni storiche che rischia di compromettere le sorti dell’Unione Europea e a condizionare pesantemente lo scenario politico ed economico mondiale.
Lo scenario è di estrema incertezza ma tutti i principali analisti concordano nel sostenere che le ripercussioni di questa decisione saranno difficili e critiche, soprattutto per i paesi periferici.

L’attuazione di quanto deciso dal referendum del 23 giugno 2016 prevede tempi lunghi (circa 2 anni) e la Gran Bretagna continua, seppur temporaneamente e a termine, a far parte dell’Unione Europea.

Nell’immediato quindi, nulla cambia:
– per i cittadini italiani che volessero entrare in Gran Bretagna non serve il passaporto: sarà ancora sufficiente la carta d’identità. Anche il prelievo dai bancomat e i pagamenti con la carta di credito non subiranno cambiamenti;

– le operazioni commerciali continuano ad essere effettuate con i consueti obblighi ed adempimenti.

Ai prossimi mesi modifiche in tema di finanza, banking, fisco, cultura, università, spot, trasporti, turismo, ……….

La nostra Italia non sia spettatore, ma che possa trovare energia e motivazioni per valorizzare questa situazione. Si può!

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