Come pianificare il passaggio generazionale di un immobile. Trust e testamento le soluzioni da adottare con lo Studio Gazzani

Il trasferimento della ricchezza agli eredi è forse il momento più delicato nella storia di un patrimonio di famiglia. È essenziale che sia pianificato correttamente, per evitare che il passaggio generazionale possa alimentare conflitti tra gli eredi e impoverire il valore degli asset oggetto di trasferimento. Eppure, un po’ per scaramanzia e un po’ per mancanza di cultura finanziaria, in Italia il testamento olografo rimane un tabù, così come la costituzione di un trust. La stragrande maggioranza delle successioni, infatti, avviene per via legittima e non a seguito della scrittura di un testamento.

Per quanto riguarda la suddivisione tra gli eredi di strumenti finanziari come liquidità in conto corrente, azioni, obbligazioni, fondi comuni, gestioni patrimoniali, questo aspetto non crea problemi rilevanti: la maggior parte di tali strumenti può essere facilmente liquidata in tempi rapidi, a mezzo bonifico, da destinare agli eredi secondo le disposizioni di legge. Tuttavia, nel caso in cui l’asse ereditario sia composto da alcuni immobili, non è sempre facile trovare la soluzione migliore senza una attenta e preparata analisi e pianificazione con lo Studio Gazzani.

Per fare un esempio concreto, vorrei raccontare la storia di un nostro Cliente, un signore vedovo di circa 75 anni con tre figli, proprietario di tre immobili: due appartamenti nella città in cui abitava e un appartamento al mare. Avendo deciso di non redigere un trust e nessun testamento olografo, alla sua morte i tre figli hanno ricevuto in eredità 1/3 di ogni immobile ciascuno. Da quando è venuto a mancare il nostro Cliente, circa due anni fa, questa situazione sta creando livelli di tensione tale, tra i coeredi, da lasciar intendere che dovrà essere risolta con l’ausilio di un legale. Il primo figlio vorrebbe vendere tutti e tre gli immobili avendo necessità di liquidità. Il secondo vorrebbe tenerli per metterli a reddito e creare una rendita. Infine, il terzo figlio vorrebbe tenere uno dei tre immobili per sé ma non ha sufficiente disponibilità per liquidare gli altri due. Allo stato attuale sono – pertanto – costretti a tenere gli immobili fermi senza poterli né vendere né affittare e soprattutto sobbarcandosi, tutte e tre, i costi derivanti dal possesso di seconde case. Se il Cliente, anziché mantenere un atteggiamento rigido, avesse seguito il nostro consiglio, con una redazione di un trust e un semplice testamento olografo, anni fa, avrebbe destinato ogni immobile a ciascun figlio, eventualmente integrando alcune somme di denaro per equilibrare la quota destinata. In questo caso, oggi ogni figlio avrebbe piena libertà di decidere cosa fare dell’immobile ereditato, senza per forza dover coinvolgere gli altri eredi: tenere l’immobile, metterlo a reddito o venderlo. 

Chiunque sia interessato, può incontrare i nostri esperti dello Studio Gazzani, approfondire questi temi, pianificare e proteggere il proprio patrimonio, allo scopo di aumentare la loro consapevolezza e consigliare una pianificazione. Meglio prevedere e prevenire che attendere.